La Festa dei Ceri a Gubbio

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Foto di proprietà del sito web www.ceri.it

 

La città di Gubbio, tra le tante attrazioni che la caratterizzano, offre ai suoi tanti visitatori la possibilità di vivere la straordinaria manifestazione chiamata “Festa dei Ceri”, evento folkloristico italiano tra i più antichi, se non addirittura, il più remoto.

Dal lontanissimo anno 1160, infatti, ogni 15 del mese di maggio, la comunità eugubina concentra tutto il suo amore e le proprie attenzioni in questa festa che, ebbe ed ha tuttora, un ruolo fondamentale per l’intera città, sia da un punto di vista culturale che sociale.

Le ipotesi essenziali della nascita di questa manifestazione hanno carattere sia religioso che pagano, ma quella religiosa è di certo quella più documentata. Queste documentazioni, infatti, dimostrano che tutto nacque nel 1160 come un atto solenne di devozione eugubina al Vescovo e Santo Patrono della città Ubaldo Baldassini.

L’evento, divenuto da allora un appuntamento fisso del popolo di Gubbio, vede gli abitanti locali percorrere in mistica processione, muniti di candelotti di cera, tutte le strade della città fino al Monte Ingino dove, nella Basilica omonima, riposa il corpo del Vescovo.

Questi candelotti, col tempo, divennero probabilmente tanto consistenti da rendere difficoltoso il trasporto in processione e, pertanto, già dalla fine del ‘500 furono sostituiti da tre strutture in legno, ancora oggi mantenenti le caratteristiche originali.

I tre manufatti di legno per il trasporto dei Ceri, sono coronati dalle statue di Sant’Ubaldo (patrono di Gubbio) rappresentante la Corporazione dei muratori, San Giorgio per la Corporazione dei commercianti e Sant’Antonio Abate per quella dei contadini, e sono posti verticalmente su altrettante barelle a forma di “H”, che ne permettono il trasporto a spalla, per un peso totale di ben 300 kg!

Durante l’anno i Ceri e le barelle sono custoditi nella Basilica di Sant’Ubaldo, mentre le statuette dei Santi sono conservate nella Chiesetta di San Francesco della Pace.

L’importanza e la popolarità dell’evento, anche a livello regionale, fanno sì che dal 1973 i tre Ceri rappresentano il simbolo della Regione Umbria e sono stilizzati nel gonfalone e nella bandiera ufficiale regionale.

Protagonisti della Festa dei Ceri di Gubbio sono, in assoluto, i “ceraioli”, cittadini eugubini scelti tra amici e parenti dalle varie zone in cui è suddiviso il territorio, che si alternano sotto il Cero durante la corsa. Nella vita di un eugubino è molto importante portare il Cero, un vero e proprio motivo d’orgoglio.

L’approssimarsi della Festa fa si che, durante l’anno, le riunioni di preparazione e le cerimonie diventino più frequenti e sempre più surriscaldate dall’incredibile entusiasmo generale che contagia l’intera città.

Ma come si svolge effettivamente la corsa con i Ceri?

In una gremita Piazza Grande, a mezzogiorno, ha luogo la spettacolare “alzata” dei Ceri; subito dopo compiono tre vertiginosi giri della piazza, dividendosi poi per le mostre per le vie della città.

Nel pomeriggio esce dal Duomo la Santa Processione con la statua di Sant’Ubaldo e, solitamente alle ore 18.00, dopo la benedizione dei Ceri da parte del Vescovo, inizia così la frenetica corsa, inizialmente caratterizzata dal “via” urlato dai Capitani dell’anno precedente.

La folla eugubina esulta, iniziano grida di incitamento per i tanti ceraioli che, affannosamente, si alternano sotto i tre Ceri, percorrendo le strette vie medievali della città, in un’atmosfera unica e dal carattere davvero straordinario.

Durante la drammatica corsa verso la Basilica di Sant’Ubaldo sul Monte Ingino, i Ceri oscillano paurosamente, sfiorando e spesso toccando mura e finestre, rendendo l’evento ancora più suggestivo. Anni di esperienza, grande abilità e un incredibile dispendio di forze, permettono ai ceraioli di darsi il cambio sotto al Cero in corsa, senza fermarsi, rischiando anche di scivolare e cadere, soprattutto in caso di pioggia.

Tenendo conto che nella “gara” non esiste sorpasso, la vera “vittoria” è arrivare in cima, seguendo all’arrivo lo stesso ordine di partenza, ovvero Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Considerato l’enorme sforzo e i rischi assunti dai ceraioli durante la gara, il non decretare un vincitore rappresenta una cosa davvero caratteristica e strana, tanto da far ribattezzare l’evento anche come la “Festa dei Matti”!

Giunti ai piedi della gradinata della Basilica la corsa si conclude con l’ “abbassata” per entrare nel portale, la salita della scalea e la chiusura del portone in cima. L’Abbassata finale è un vero e proprio spettacolo, in quanto avviene in piena corsa e ad essa è legata la competizione tra Sant’Ubaldo e San Giorgio per la chiusura della porta della Basilica.

Dopo la corsa, la benedizione e i canti di ringraziamento a Sant’Ubaldo, i tre Ceri vengono deposti nella Basilica, mentre le statue dei Santi sono posti su una barella speciale e riportati in città nella Chiesa dei Muratori, facendo assumere al corteo in fiaccolata, un vero e proprio carattere processionale.

Ma sono tanti e diversi i riti che fanno parte e rendono caratteristica questa manifestazione: davvero particolare è la discesa dei Ceri dalla Basilica, con i bambini seduti a cavalcioni sul Cero vestiti da ceraioli e con un fiore in mano; altro rito è la raduno di tutta la cittadinanza eugubina la sera della vigilia, per ascoltare il “Secondo Doppio” del Campanone del Palazzo dei Consoli (la duplice Sonata per il Triduo di Sant’Ubaldo).

Dopo la sonata e il tradizionale assaggio di baccalà (merluzzo), i ceraioli si riuniscono nelle rispettive taverne o nei “fondi privati”, dove fino a tardi preparano i dettagli finali della Corsa brindando alle fortune del Cero, mentre per le strade di Gubbio, le bande musicali suonano, consentendo ai cittadini e forestieri di fraternizzare con canti e balli.

Cosa aspettate allora a vivere col popolo eugubino la tradizionale Festa dei Ceri?

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La festa dei Ceri a Gubbio
Sintesi
La città di Gubbio, tra le tante attrazioni che la caratterizzano, offre ai suoi tanti visitatori la possibilità di vivere la straordinaria manifestazione chiamata “Festa dei Ceri”, evento folkloristico italiano tra i più antichi, se non addirittura, il più remoto.
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Autore dell'articolo: Chiara Sorrentino

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